

Un tavolo di lavoro per la "fase 2 dei bambini" e la riapertura delle scuole


Un tavolo di lavoro per la "fase 2 dei bambini" e la riapertura delle scuole
Il problema
Siamo genitori, professionisti, insegnanti, enti istituzionali e privati, educatori, associazioni, radicati da tempo sul territorio pavese e desiderosi di offrire un contributo strategico e concreto a supporto delle azioni che l’amministrazione dovrà promuovere in relazione alle presenti e future direttive ministeriali.
Chiediamo all'amministrazione e alle istituzioni cittadine di attivare un tavolo programmatico e di confronto con tutte le realtà del territorio allo scopo di affrontare costruttivamente la “fase 2 dei bambini” e pianificare una partecipata organizzazione delle attività scolastiche, sportive e culturali, fondamentali per le famiglie.
Riteniamo indispensabile restituire ai nostri bambini la possibilità di tornare a condividere esperienze con i propri coetanei, sotto la guida di insegnanti ed educatori, perché crediamo nel valore della scuola e dei diversi contesti educativi e formativi come contesti di crescita e apprendimento, in grado anche di appianare le differenze socio-economiche che l’attuale emergenza sta amplificando.
Il 30 aprile abbiamo diffuso un questionario e in 5 giorni abbiamo raccolto 495 compilazioni. Hanno risposto famiglie con bimbi di età compresa per il 98% tra 3 e 10 anni, abituati per il 94% a frequentare servizi educativi o scolastici. Emerge che, data l’insufficienza delle misure di sostegno, la cura dei bambini nell’immediato dopo 4 maggio sarà per più del 50% dei casi ancora affidata ai genitori in smart working, mentre nel 25% dei casi ci sarà il diretto coinvolgimento dei nonni (la categoria più fragile).
Se pensiamo a soluzioni a lungo termine, i nonni verranno coinvolti in oltre il 30% delle famiglie e il 10% dei genitori si troveranno costretti a ridurre l’orario di lavoro o a lasciarlo definitivamente. Tutto ciò ha un impatto sul benessere psicologico percepito: il 43% dei genitori esprime vissuti di disagio e il 68% ritiene fondamentale una riorganizzazione che permetta un reinserimento dei bimbi in una qualche forma di comunità (centri estivi/scuole/parchi) pur nel rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Questi dati sono allarmanti. Come cittadini e attori in questo nuovo scenario sentiamo il bisogno di essere coinvolti e partecipare attivamente nelle decisioni che riguardano il futuro dei bambini, delle nostre attività, delle nostre famiglie.
Noi firmatari rappresentiamo risorse, competenze, necessità e problematiche, che possono essere punto di partenza per la creazione di nuove strategie e sinergie in risposta alla eccezionalità del momento. Stiamo mappando tutti i soggetti variamente interessati a partecipare al tavolo, così come le diverse eventuali disponibilità dei genitori, delle baby sitter, dei centri e dei servizi doposcuola / centri estivi / supporto alla didattica / ..., dei professionisti delle attività scolastiche ed extrascolastiche, delle scuole di danza, musica, teatro, arte. Degli insegnanti, dei professori universitari, dei servizi educativi privati. Stiamo mappando le problematiche crescenti che affliggono le famiglie con bambini disabili. Infine, stiamo mappando gli spazi che potrebbero essere utilizzati.
Firmate la petizione e poi, se fate parte di una di queste categorie, andate sul sito https://forms.gle/AWTej68RU8fqHcdUA
Considerando il carattere di assoluta novità della situazione, la crescente pressione sulle famiglie soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione, facciamo nostro l’invito del ministro Bianchi a stipulare patti territoriali per l’utilizzo di spazi alternativi e chiediamo l’attivazione tempestiva di un costruttivo tavolo di lavoro e confronto tra le parti.

Il problema
Siamo genitori, professionisti, insegnanti, enti istituzionali e privati, educatori, associazioni, radicati da tempo sul territorio pavese e desiderosi di offrire un contributo strategico e concreto a supporto delle azioni che l’amministrazione dovrà promuovere in relazione alle presenti e future direttive ministeriali.
Chiediamo all'amministrazione e alle istituzioni cittadine di attivare un tavolo programmatico e di confronto con tutte le realtà del territorio allo scopo di affrontare costruttivamente la “fase 2 dei bambini” e pianificare una partecipata organizzazione delle attività scolastiche, sportive e culturali, fondamentali per le famiglie.
Riteniamo indispensabile restituire ai nostri bambini la possibilità di tornare a condividere esperienze con i propri coetanei, sotto la guida di insegnanti ed educatori, perché crediamo nel valore della scuola e dei diversi contesti educativi e formativi come contesti di crescita e apprendimento, in grado anche di appianare le differenze socio-economiche che l’attuale emergenza sta amplificando.
Il 30 aprile abbiamo diffuso un questionario e in 5 giorni abbiamo raccolto 495 compilazioni. Hanno risposto famiglie con bimbi di età compresa per il 98% tra 3 e 10 anni, abituati per il 94% a frequentare servizi educativi o scolastici. Emerge che, data l’insufficienza delle misure di sostegno, la cura dei bambini nell’immediato dopo 4 maggio sarà per più del 50% dei casi ancora affidata ai genitori in smart working, mentre nel 25% dei casi ci sarà il diretto coinvolgimento dei nonni (la categoria più fragile).
Se pensiamo a soluzioni a lungo termine, i nonni verranno coinvolti in oltre il 30% delle famiglie e il 10% dei genitori si troveranno costretti a ridurre l’orario di lavoro o a lasciarlo definitivamente. Tutto ciò ha un impatto sul benessere psicologico percepito: il 43% dei genitori esprime vissuti di disagio e il 68% ritiene fondamentale una riorganizzazione che permetta un reinserimento dei bimbi in una qualche forma di comunità (centri estivi/scuole/parchi) pur nel rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Questi dati sono allarmanti. Come cittadini e attori in questo nuovo scenario sentiamo il bisogno di essere coinvolti e partecipare attivamente nelle decisioni che riguardano il futuro dei bambini, delle nostre attività, delle nostre famiglie.
Noi firmatari rappresentiamo risorse, competenze, necessità e problematiche, che possono essere punto di partenza per la creazione di nuove strategie e sinergie in risposta alla eccezionalità del momento. Stiamo mappando tutti i soggetti variamente interessati a partecipare al tavolo, così come le diverse eventuali disponibilità dei genitori, delle baby sitter, dei centri e dei servizi doposcuola / centri estivi / supporto alla didattica / ..., dei professionisti delle attività scolastiche ed extrascolastiche, delle scuole di danza, musica, teatro, arte. Degli insegnanti, dei professori universitari, dei servizi educativi privati. Stiamo mappando le problematiche crescenti che affliggono le famiglie con bambini disabili. Infine, stiamo mappando gli spazi che potrebbero essere utilizzati.
Firmate la petizione e poi, se fate parte di una di queste categorie, andate sul sito https://forms.gle/AWTej68RU8fqHcdUA
Considerando il carattere di assoluta novità della situazione, la crescente pressione sulle famiglie soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione, facciamo nostro l’invito del ministro Bianchi a stipulare patti territoriali per l’utilizzo di spazi alternativi e chiediamo l’attivazione tempestiva di un costruttivo tavolo di lavoro e confronto tra le parti.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 12 maggio 2020