La fine del Risorgimento?

Il problema

La fine del Risorgimento ?

Purtroppo da mesi, dopo tre anni di commissariamento cessato lo scorso giugno,  l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano si trova in una situazione di grave stallo amministrativo che si riversa inevitabilmente su tutte  le attività.

Questo stallo è dovuto alla mancata nomina dei nuovi organi direttivi e statutari da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Il personale rimasto nella sede centrale dell’Istituto non percepisce lo stipendio da ben cinque mesi, pur continuando a lavorare; si è interrotta l’attività scientifica ed editoriale; il Museo Centrale del Risorgimento è stato chiuso al pubblico un anno e mezzo fà (ben prima dell’emergenza sanitaria); gli spazi dell’Ala Brasini, che erano una delle eccellenze espositive della Capitale,  sono all’abbandono.

Le varie altre attività dell’Istituto (dalla didattica con le scuole a quella svolta negli istituti di reclusione, le mostre,  e i Congressi internazionali) si sono interrotte.

Sono cessati da oltre tre anni i rapporti che intercorrevano con i Comitati territoriali, italiani e stranieri,  che formavano il valore aggiunto della “nostra” antica istituzione che si fondava – statutariamente – sull’associazionismo spontaneo sul territorio italiano ed estero che trovava una puntuale rappresentanza all’interno degli organi direttivi.    

Sfuggono le motivazioni di tale inerzia che stanno portando all’ immobilismo di uno dei più importanti Istituti storici nazionali che ha sede all’interno del Complesso del Vittoriano.

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Il problema

La fine del Risorgimento ?

Purtroppo da mesi, dopo tre anni di commissariamento cessato lo scorso giugno,  l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano si trova in una situazione di grave stallo amministrativo che si riversa inevitabilmente su tutte  le attività.

Questo stallo è dovuto alla mancata nomina dei nuovi organi direttivi e statutari da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Il personale rimasto nella sede centrale dell’Istituto non percepisce lo stipendio da ben cinque mesi, pur continuando a lavorare; si è interrotta l’attività scientifica ed editoriale; il Museo Centrale del Risorgimento è stato chiuso al pubblico un anno e mezzo fà (ben prima dell’emergenza sanitaria); gli spazi dell’Ala Brasini, che erano una delle eccellenze espositive della Capitale,  sono all’abbandono.

Le varie altre attività dell’Istituto (dalla didattica con le scuole a quella svolta negli istituti di reclusione, le mostre,  e i Congressi internazionali) si sono interrotte.

Sono cessati da oltre tre anni i rapporti che intercorrevano con i Comitati territoriali, italiani e stranieri,  che formavano il valore aggiunto della “nostra” antica istituzione che si fondava – statutariamente – sull’associazionismo spontaneo sul territorio italiano ed estero che trovava una puntuale rappresentanza all’interno degli organi direttivi.    

Sfuggono le motivazioni di tale inerzia che stanno portando all’ immobilismo di uno dei più importanti Istituti storici nazionali che ha sede all’interno del Complesso del Vittoriano.

I decisori

Virginia Raggi
Sindaco di Roma
Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Dario Franceschini
Dario Franceschini
Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

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Petizione creata in data 30 novembre 2020