Congeliamo gli ovuli, non i diritti.

Firmatari recenti
Valeria Giugliano e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Oggi in Italia la fertilità è un privilegio per chi può permetterselo.


Milioni di donne e persone con utero convivono con condizioni come endometriosi, menopausa precoce o terapie che riducono la fertilità. Spesso queste diagnosi arrivano troppo tardi, quando la possibilità di avere figli è già compromessa.

Oggi la crioconservazione gratuita è garantita solo a chi affronta un tumore. Tutte le altre devono pagare di tasca propria.

Congelare i propri ovuli costa fino a 7.000 euro, più centinaia di euro all’anno per mantenerli in crioconservazione. Questo significa che chi ha soldi può scegliere, chi non li ha no.

Ma in altri Paesi non è così: in Francia, ad esempio, dal 2021 tra i 29 e i 37 anni la crioconservazione degli ovociti è coperta dal sistema sanitario pubblico.

L’Italia, invece, è ancora ferma. E mentre si parla di “crisi demografica”, nessuno investe davvero nella preservazione della fertilità. Garantire la crioconservazione gratuita non è solo una misura di equità, ma anche di intelligenza economica: riduce i costi futuri della sanità, aumenta le possibilità di successo della PMA e tutela la salute riproduttiva delle nuove generazioni.

Noi chiediamo che la preservazione della fertilità diventi un diritto accessibile a tutte le persone, non un lusso per pochi. Perché la libertà di decidere se e quando diventare genitori è una forma di giustizia riproduttiva e di salute pubblica.

📣 Cosa chiediamo

  • Riconoscimento normativo e copertura gratuita dal Sistema Sanitario Nazionale: aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) includendo la crioconservazione preventiva gratuita fino ai 40 anni, non solo per motivi oncologici; e modificare la Legge 40/2004 riconoscendo a livello normativo la preservazione della fertilità come diritto di prevenzione e autodeterminazione, autonomo rispetto alla PMA.
  • Dati e trasparenza: creare un Registro Nazionale della Crioconservazione per garantire trasparenza e dati pubblici su motivazioni, età al prelievo, esiti, tempi di attesa, equità territoriale, costi e storage.
  • Standard e capillarità: rafforzare la rete pubblica con poli regionali di oncofertilità e preservazione nei principali ospedali pubblici e universitari; ma anche sostenere e replicare i modelli regionali virtuosi come quelli di Puglia e Lazio, per costruire una strategia nazionale di giustizia riproduttiva.
  • Prevenzione e cultura: garantire informazione chiara e neutrale, libera da stigma e pressioni di mercato; avviare campagne pubbliche di informazione e prevenzione co-progettate con società scientifiche ed esperti indipendenti, per promuovere una cultura della fertilità basata su diritti, dati e cura.

Perché firmare
Perché nessuna persona dovrebbe essere costretta a scegliere tra il proprio futuro riproduttivo e il proprio conto in banca. 
Perché il diritto alla salute non può dipendere da dove vivi o quanto guadagni
Perché non serve retorica sulla denatalità senza azioni concrete. 
Perché servono politiche pubbliche concrete, accessibili, giuste

 
Al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, ai Presidenti delle Regioni, ai Parlamentari e agli Amministratori Locali chiediamo che la crioconservazione ovocitaria sia gratuita per tutte le donne e persone con utero dai 18 ai 40 anni.

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Oggi la crioconservazione gratuita è garantita solo a chi affronta un tumore. Tutte le altre devono pagare di tasca propria.

Congelare i propri ovuli costa fino a 7.000 euro, più centinaia di euro all’anno per mantenerli in crioconservazione. Questo significa che chi ha soldi può scegliere, chi non li ha no.

Ma in altri Paesi non è così: in Francia, ad esempio, dal 2021 tra i 29 e i 37 anni la crioconservazione degli ovociti è coperta dal sistema sanitario pubblico.

L’Italia, invece, è ancora ferma. E mentre si parla di “crisi demografica”, nessuno investe davvero nella preservazione della fertilità. Garantire la crioconservazione gratuita non è solo una misura di equità, ma anche di intelligenza economica: riduce i costi futuri della sanità, aumenta le possibilità di successo della PMA e tutela la salute riproduttiva delle nuove generazioni.

Noi chiediamo che la preservazione della fertilità diventi un diritto accessibile a tutte le persone, non un lusso per pochi. Perché la libertà di decidere se e quando diventare genitori è una forma di giustizia riproduttiva e di salute pubblica.

📣 Cosa chiediamo

  • Riconoscimento normativo e copertura gratuita dal Sistema Sanitario Nazionale: aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) includendo la crioconservazione preventiva gratuita fino ai 40 anni, non solo per motivi oncologici; e modificare la Legge 40/2004 riconoscendo a livello normativo la preservazione della fertilità come diritto di prevenzione e autodeterminazione, autonomo rispetto alla PMA.
  • Dati e trasparenza: creare un Registro Nazionale della Crioconservazione per garantire trasparenza e dati pubblici su motivazioni, età al prelievo, esiti, tempi di attesa, equità territoriale, costi e storage.
  • Standard e capillarità: rafforzare la rete pubblica con poli regionali di oncofertilità e preservazione nei principali ospedali pubblici e universitari; ma anche sostenere e replicare i modelli regionali virtuosi come quelli di Puglia e Lazio, per costruire una strategia nazionale di giustizia riproduttiva.
  • Prevenzione e cultura: garantire informazione chiara e neutrale, libera da stigma e pressioni di mercato; avviare campagne pubbliche di informazione e prevenzione co-progettate con società scientifiche ed esperti indipendenti, per promuovere una cultura della fertilità basata su diritti, dati e cura.

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Petizione creata in data 30 ottobre 2025