Persone, Molecole e Cellule: Difendiamo la ricerca italiana a Nerviano

Il problema

Nerviano Medical Sciences (NMS) rappresenta il principale centro di ricerca italiano nel campo dell’oncologia e della scoperta di farmaci, con competenze che coprono l’intera filiera della ricerca: dallo sviluppo preclinico alle fasi cliniche, fino alla produzione di principi attivi farmaceutici.

Nel luglio 2025 la proprietà ha comunicato di voler dismettere il laboratorio, la maggior parte dei ricercatori e le attività di ricerca e sviluppo, trattenendo solo i progetti che può vendere.

A Nerviano rischiamo di perdere due tesori della scienza italiana, costruiti in decenni con capitali privati ma anche con capitali pubblici:

Ricercatori qualificati, iper-specializzati in biologia, chimica, farmacologia, bioinformatica e ricerca clinica, la maggior parte con dottorato di ricerca, molti dei quali rientrati in Italia dopo esperienze all’estero. Persone che hanno dedicato anni della loro vita a studiare e a lavorare in un campo difficilissimo, dove i fallimenti sono la regola e i successi rarissimi, ma ogni insuccesso serve a capire meglio come sviluppare un farmaco. Sono donne e uomini che hanno scelto la scienza per passione, che conoscono a fondo la complessità della scoperta di nuovi farmaci e che oggi rischiano di perdere il lavoro e di vedere dispersa tutta la loro esperienza.

La piattaforma tecnologica, tra cui:

  • La Chemoteca: oltre 100.000 composti chimici, raccolti e gestiti grazie a investimenti pubblici e privati, fondamentali per creare nuovi farmaci. Una parte rilevante di questo patrimonio è rappresentata dalla KTL (Kinase Target Library), una collezione speciale di nuove molecole sviluppate a Nerviano, che costituisce un asset unico e di enorme valore per la ricerca oncologica e farmacologica. Se non verrà salvata, rischia di essere buttata via o svenduta, cancellando in pochi giorni un patrimonio che ha richiesto decenni per essere costruito.
  • La Banca Cellule: circa 700 linee cellulari tumorali autentiche, sviluppate e mantenute anche con il sostegno della Regione e di fondi europei. Un esempio emblematico è la linea Chor-IN-1, una linea cellulare di cordoma stabilizzata nei laboratori di Nerviano – uno dei pochissimi modelli cellulari al mondo per questo raro tumore osseo. Questi modelli biologici servono per capire se una molecola funziona in un determinato contesto tumorale. Basta spegnere i congelatori per poco tempo per distruggere tutto.

La chiusura dei reparti di ricerca a Nerviano mette in pericolo non solo posti di lavoro, ma anni di investimenti pubblici e privati. Senza un intervento, perderemo competenze e asset strategici quali molecole e cellule che appartengono a tutta la collettività.

Nerviano non è solo un centro privato: negli ultimi anni ha ricevuto un sostegno importante da parte delle istituzioni pubbliche.

Tra il 2010 e il 2018 NMS ha attraversato varie fasi critiche di natura economico-finanziaria, che hanno richiesto interventi diretti per garantirne la sopravvivenza. In quel periodo Finlombarda, poi Regione Lombardia tramite la Rete Oncologica Lombarda e Fondazione FRRB (che fino al 2018 controllava al 100% NMS e successivamente, fino al 2024, ha mantenuto una quota del 10%), ha erogato finanziamenti straordinari per un totale di 35 milioni di euro, destinati a sostenere la continuità aziendale e lo sviluppo di attività su target innovativi in oncologia, come la creazione e sviluppo di nuovi inibitori o nuove linee cellulari.

Questi fondi sono stati fondamentali per evitare la chiusura del centro di Nerviano e consentire la prosecuzione dei programmi di scoperta di nuovi farmaci, tra cui l’NMS-1191372, battezzato Entrectinib, approvato come farmaco mirato per la terapia “agnostica” di alcuni tumori del polmone e del cervello.

Nel 2024 FRRB ha ceduto la propria quota del 10% alla proprietà di NMS per 29,2 milioni di euro, e una parte dell’incasso è stata girata alla Regione Lombardia a parziale restituzione del debito accumulato con quei finanziamenti straordinari. Oltre a ciò, NMS ha partecipato a diversi bandi competitivi regionali ed europei gestiti da FRRB, beneficiando di fondi pubblici per progetti di eccellenza in oncologia, medicina personalizzata e tumori rari.

👉 Questo significa che le competenze e le piattaforme tecnologiche sono state costruite anche con soldi pubblici. Se lasciassimo disperdere ricercatori , la Chemoteca e Banca Cellule, non perderemmo solo posti di lavoro e progetti di ricerca: perderemmo anche decine di milioni di investimenti della collettività.

Se la proprietà non riconosce fino in fondo il valore strategico di queste risorse e decide di non investirvi più, è fondamentale che non vengano disperse o svendute.

Vogliamo trasformare queste risorse — persone e asset tecnologici (molecole e cellule) — in un bene comune, affidato a una Fondazione scientifica indipendente , così da renderle disponibili alla collettività scientifica:

  • Ospedali e IRCCS, per migliorare la ricerca clinica.
  • Università e CNR, per formare nuove generazioni di scienziati.
  • Istituti pubblici e privati, per stimolare ricerca, il trasferimento tecnologico, innovazione e collaborazioni a livello nazionale.


In questo modo, ciò che oggi rischia di essere buttato o svenduto diventerà invece un motore di sviluppo scientifico, sanitario ed economico.

Chiediamo alle istituzioni italiane di:

  • Agire subito per evitare la dispersione dei ricercatori e della Piattaforma Tecnologica, in particolare Chemoteca e Banca Cellule.
  • Assicurare la loro conservazione e destinazione alla collettività, riconoscendo che sono stati costruiti con capitali privati ma anche pubblici (fondi regionali, crediti d’imposta e fondi europei).
  • Rendere accessibili questi asset a ospedali, università e centri di ricerca, così che possano continuare a generare cure, conoscenza e occupazione.
     

Non possiamo permettere che un patrimonio costruito in decenni – con l’impegno di persone e con capitali sia privati che pubblici – venga smantellato, buttato o svenduto.

Con la tua firma possiamo chiedere alle istituzioni di agire subito, per salvare Nerviano e difendere il futuro della ricerca biomedica italiana.

👉 Firma ora e condividi questa petizione.

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savenms …Promotore della petizione

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Il problema

Nerviano Medical Sciences (NMS) rappresenta il principale centro di ricerca italiano nel campo dell’oncologia e della scoperta di farmaci, con competenze che coprono l’intera filiera della ricerca: dallo sviluppo preclinico alle fasi cliniche, fino alla produzione di principi attivi farmaceutici.

Nel luglio 2025 la proprietà ha comunicato di voler dismettere il laboratorio, la maggior parte dei ricercatori e le attività di ricerca e sviluppo, trattenendo solo i progetti che può vendere.

A Nerviano rischiamo di perdere due tesori della scienza italiana, costruiti in decenni con capitali privati ma anche con capitali pubblici:

Ricercatori qualificati, iper-specializzati in biologia, chimica, farmacologia, bioinformatica e ricerca clinica, la maggior parte con dottorato di ricerca, molti dei quali rientrati in Italia dopo esperienze all’estero. Persone che hanno dedicato anni della loro vita a studiare e a lavorare in un campo difficilissimo, dove i fallimenti sono la regola e i successi rarissimi, ma ogni insuccesso serve a capire meglio come sviluppare un farmaco. Sono donne e uomini che hanno scelto la scienza per passione, che conoscono a fondo la complessità della scoperta di nuovi farmaci e che oggi rischiano di perdere il lavoro e di vedere dispersa tutta la loro esperienza.

La piattaforma tecnologica, tra cui:

  • La Chemoteca: oltre 100.000 composti chimici, raccolti e gestiti grazie a investimenti pubblici e privati, fondamentali per creare nuovi farmaci. Una parte rilevante di questo patrimonio è rappresentata dalla KTL (Kinase Target Library), una collezione speciale di nuove molecole sviluppate a Nerviano, che costituisce un asset unico e di enorme valore per la ricerca oncologica e farmacologica. Se non verrà salvata, rischia di essere buttata via o svenduta, cancellando in pochi giorni un patrimonio che ha richiesto decenni per essere costruito.
  • La Banca Cellule: circa 700 linee cellulari tumorali autentiche, sviluppate e mantenute anche con il sostegno della Regione e di fondi europei. Un esempio emblematico è la linea Chor-IN-1, una linea cellulare di cordoma stabilizzata nei laboratori di Nerviano – uno dei pochissimi modelli cellulari al mondo per questo raro tumore osseo. Questi modelli biologici servono per capire se una molecola funziona in un determinato contesto tumorale. Basta spegnere i congelatori per poco tempo per distruggere tutto.

La chiusura dei reparti di ricerca a Nerviano mette in pericolo non solo posti di lavoro, ma anni di investimenti pubblici e privati. Senza un intervento, perderemo competenze e asset strategici quali molecole e cellule che appartengono a tutta la collettività.

Nerviano non è solo un centro privato: negli ultimi anni ha ricevuto un sostegno importante da parte delle istituzioni pubbliche.

Tra il 2010 e il 2018 NMS ha attraversato varie fasi critiche di natura economico-finanziaria, che hanno richiesto interventi diretti per garantirne la sopravvivenza. In quel periodo Finlombarda, poi Regione Lombardia tramite la Rete Oncologica Lombarda e Fondazione FRRB (che fino al 2018 controllava al 100% NMS e successivamente, fino al 2024, ha mantenuto una quota del 10%), ha erogato finanziamenti straordinari per un totale di 35 milioni di euro, destinati a sostenere la continuità aziendale e lo sviluppo di attività su target innovativi in oncologia, come la creazione e sviluppo di nuovi inibitori o nuove linee cellulari.

Questi fondi sono stati fondamentali per evitare la chiusura del centro di Nerviano e consentire la prosecuzione dei programmi di scoperta di nuovi farmaci, tra cui l’NMS-1191372, battezzato Entrectinib, approvato come farmaco mirato per la terapia “agnostica” di alcuni tumori del polmone e del cervello.

Nel 2024 FRRB ha ceduto la propria quota del 10% alla proprietà di NMS per 29,2 milioni di euro, e una parte dell’incasso è stata girata alla Regione Lombardia a parziale restituzione del debito accumulato con quei finanziamenti straordinari. Oltre a ciò, NMS ha partecipato a diversi bandi competitivi regionali ed europei gestiti da FRRB, beneficiando di fondi pubblici per progetti di eccellenza in oncologia, medicina personalizzata e tumori rari.

👉 Questo significa che le competenze e le piattaforme tecnologiche sono state costruite anche con soldi pubblici. Se lasciassimo disperdere ricercatori , la Chemoteca e Banca Cellule, non perderemmo solo posti di lavoro e progetti di ricerca: perderemmo anche decine di milioni di investimenti della collettività.

Se la proprietà non riconosce fino in fondo il valore strategico di queste risorse e decide di non investirvi più, è fondamentale che non vengano disperse o svendute.

Vogliamo trasformare queste risorse — persone e asset tecnologici (molecole e cellule) — in un bene comune, affidato a una Fondazione scientifica indipendente , così da renderle disponibili alla collettività scientifica:

  • Ospedali e IRCCS, per migliorare la ricerca clinica.
  • Università e CNR, per formare nuove generazioni di scienziati.
  • Istituti pubblici e privati, per stimolare ricerca, il trasferimento tecnologico, innovazione e collaborazioni a livello nazionale.


In questo modo, ciò che oggi rischia di essere buttato o svenduto diventerà invece un motore di sviluppo scientifico, sanitario ed economico.

Chiediamo alle istituzioni italiane di:

  • Agire subito per evitare la dispersione dei ricercatori e della Piattaforma Tecnologica, in particolare Chemoteca e Banca Cellule.
  • Assicurare la loro conservazione e destinazione alla collettività, riconoscendo che sono stati costruiti con capitali privati ma anche pubblici (fondi regionali, crediti d’imposta e fondi europei).
  • Rendere accessibili questi asset a ospedali, università e centri di ricerca, così che possano continuare a generare cure, conoscenza e occupazione.
     

Non possiamo permettere che un patrimonio costruito in decenni – con l’impegno di persone e con capitali sia privati che pubblici – venga smantellato, buttato o svenduto.

Con la tua firma possiamo chiedere alle istituzioni di agire subito, per salvare Nerviano e difendere il futuro della ricerca biomedica italiana.

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Petizione creata in data 11 settembre 2025